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	<title>aton &#187; Ezio Pontiggia</title>
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	<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 04:24:50 +0000</pubDate>
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		<title>Pensare e agire secondo il principio di Pareto</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 16:47:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pontiggia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

		<category><![CDATA[-80]]></category>

		<category><![CDATA[2.0]]></category>

		<category><![CDATA[pareto]]></category>

		<category><![CDATA[software]]></category>

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		<description><![CDATA[Il principio di Pareto, meglio conosciuto come regola dell’80/20, è una legge empirica che può essere formulata asserendo che l’80% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il principio di Pareto, meglio conosciuto come regola dell’80/20, è una legge empirica che può essere formulata asserendo che l’80% degli effetti è generato dal 20% delle cause.</p>
<p>Il principio è stato formulato partendo da uno studio di <strong>Vilfredo Pareto</strong>, un noto economista italiano, compiuto verso gli inizi del 900 che si riferiva alla distribuzione della ricchezza all’interno di un territorio: la grande maggioranza della ricchezza è detenuta da pochi individui.</p>
<p>Ma questo principio ha una validità generale e si può applicare a qualsiasi ambito (personale, economia, lavoro):<br />
<em><code>
<ul>
<li>il 20% delle amicizie che abbiamo ci da l’80% della soddisfazione</li>
<li>l’80% delle informazioni utili in un libro, documento.. sono contenute nel 20% delle sue pagine</li>
<li>i nostri abiti preferiti sono il 20% dell&#8217;intero guardaroba, e li indossiamo per l&#8217;80% del nostro tempo</li>
<li>l’80% dello stress è generato dal 20% delle cose che stressano</li>
<li>il 20% delle persone svolge l’80% del lavoro</li>
<li>l’80% dell’energia mondiale è consumata dal 20% della popolazione</li>
<li>l’80% della ricchezza è detenuta dal 20% della popolazione</li>
<li>l’80% del traffico urbano si sviluppa per il 20% delle sue strade cittadine</li>
<li>l’80% delle email vengono spedite al 20% delle persone in rubrica</li>
<li>l’80% dei ricavi di un’azienda deriva dal 20% dei suoi prodotti</li>
<li>l’80% dei reclami proviene dal 20% dei clienti</li>
<li>l’80% degli errori è causato dal 20% dei componenti</li>
</ul>
<p></code></em></p>
<p>E nell&#8217;informatica?<br />
<em><code>
<ul>
<li>l’80% del tempo di esecuzione di un programma è impiegato solo dal 20% delle istruzioni</li>
<li>l&#8217;80% delle operazioni degli utenti sono dovute al 20% delle funzioni a disposizione</li>
<li>l&#8217;80% degli errori di codifica è riconducibile al 20% dei moduli</li>
</ul>
<p></code></em><br />
Sfruttando questo principio possiamo essere più veloci, efficienti e produttivi, aiutandoci ad analizzare situazioni, prendere decisioni in modo molto mirato e concentrandoci sulle cose veramente importanti:<br />
<em><code>
<ul>
<li>l’80% degli utenti vuole solo il 20% delle funzionalità? Bene, miglioriamo il potenzionale del 20% dei servizi o dei prodotti per distinguerci dalla concorrenza e focalizzare l&#8217;atetnzione del cliente</li>
<li>se abbiamo fretta nel mostrare subito dei risultati conviene individuare il 20% delle azioni che daranno origine all’80% della percezione del progetto</li>
<li>fare in modo che lo standard sia l&#8217;80% e le personalizzazioni il 20% (e non il contrario)</li>
<li>in analisi, individuiamo e approfondiamo il 20% delle componenti che deteermineranno l&#8217;80% della complessità</li>
<li>un bug non è mai isolato, ma è categorizzabile all&#8217;interno di un 80%: anticipiamo quindi gli altri</li>
<li>a fine progetto, individuiamo il 20% delle criticità affrontate e comprendiamone le cause per evitare che si ripropongano</li>
</ul>
<p></code></em><br />
Ma attenzione al rovescio della medaglia: ad esempio. qualcuno potrebbe illudersi che basti poco per completare il progetto (il restante 20% del percepito), mentre lo sforzo reale sarà del 80%, e potrebbero domandare: “Ma come? Non avevamo praticamente finito?”</p>
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		<title>Web 2.0 Explained</title>
		<link>http://www.aton.eu/riflessioni/web-20-explained/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 16:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pontiggia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[In un mondo nel quale i blog, l&#8217;informazione online, le pagine wiki e Internet in generale stanno prendendo il posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un mondo nel quale i blog, l&#8217;informazione online, le pagine wiki e Internet in generale stanno prendendo il posto della carta stampata portandola verso un&#8217;affievolimento e probabilmente l&#8217;estinzione, non si può più restare ciechi e ignoranti davanti a ciò che la Rete propone e soprattutto come lo propone.</p>
<p><strong>Il web 2.0: cos&#8217;è? Com&#8217;è nato? Perché è nato e come si differenzia rispetto al testo scritto su carta e a quello in html delle prime pagine web? </strong></p>
<div class="entry-more">
<p><strong>In questo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5xDITZBizfY">video</a> troverete tutte le risposte</strong> a ogni dubbio. Un filmato tradotto realizzato da <strong>Michael Wesch</strong>, assistente alla cattedra di Antropologia Culurale della Kansas State University.</p>
<p><strong>In 4 minuti e mezzo spiega cos&#8217;è il web 2.0</strong> in modo semplice e lineare così com&#8217;è Internet al giorno d&#8217;oggi: la trasformazione del testo in ipertesto, l&#8217;evoluzione della forma e del contenuto, le nuove vie semplificate per la pubblicazione di un pensiero, frase, foto, video anche per chi il codice non lo conosce e tutto ciò che possiamo fare grazie al web 2.0.</p>
<p>Interessante uno dei passaggi: &#8220;<em>Ogni volta che creiamo un link tra parole, di fatto insegniamo un’idea.</em>&#8221;</p>
<p>Un video molto utile per chi è curioso di scoprire nuovi mezzi di comunicazione e un piacevole ripasso per chi questi li usano tutti i giorni già da tempo.</p></div>
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		<title>Turismo responsabile</title>
		<link>http://www.aton.eu/csr-responsabilita-sociale-dimpresa/turismo-responsabile/</link>
		<comments>http://www.aton.eu/csr-responsabilita-sociale-dimpresa/turismo-responsabile/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 08:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pontiggia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[CSR responsabilità sociale d'impresa]]></category>

		<category><![CDATA[Csr]]></category>

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		<description><![CDATA[Aton è promotore della Responsabilità Sociale d’Impresa, ma non dimentichiamoci di portare avanti questa filosofia anche durante le nostre ferie, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aton è promotore della <strong>Responsabilità Sociale d’Impresa</strong>, ma non dimentichiamoci di portare avanti questa filosofia anche durante le nostre ferie, applicando un Turismo Responsabile.</p>
<p>Il turismo è svago, divertimento, scoperta, avventura, arricchimento, guadagno, confronto, fuga. Ma a volte il turismo è anche iniquità, immoralità, depravazione, sfruttamento, schiavitù, fuga.</p>
<p>Esiste un modo di viaggiare la cui prima caratteristica è la consapevolezza: di sé e delle proprie azioni, anche quando sono mediate dal comprare (un biglietto, un regalo, una stanza per dormire); della realtà dei paesi di destinazione (sociale, culturale, economica, ambientale); della possibilità di una scelta meditata e quindi diversa. Questo è Turismo Responsabile: un viaggiare etico e consapevole che va incontro ai paesi di destinazione, alla gente, alla natura con rispetto e disponibilità. Un viaggiare che sceglie di non avallare distruzione e sfruttamento, ma si fa portatore di principi universali: equità, sostenibilità e tolleranza.</p>
<p>Il turista responsabile:</p>
<ul>
<li>considera positivo condividere i vari aspetti della vita quotidiana locale e non chiede privilegi o pratiche che possano causare impatto negativo;</li>
<li>non ostenta ricchezza e lusso stridenti rispetto al tenore di vita locale;</li>
<li>per foto e video si assicura il consenso della persona ripresa;</li>
<li>non assume comportamenti offensivi per usi e costumi locali;</li>
<li>cerca prodotti e manifestazioni che siano espressione della cultura locale salvaguardandone le identità;</li>
<li>rispetta l’ambiente e il patrimonio storico-monumentale.</li>
</ul>
<p>Lo sapevate che:</p>
<ul>
<li>la piscina e il condizionatore in hotel sono responsabili di oltre 1/5 delle emissioni totali di ossido di carbonio e del conseguente inquinamento atmosferico?</li>
<li>fare la doccia calda sull’Himalaya significa bruciare molta legna e quindi contribuire alla deforestazione?</li>
<li>alle Hawaii e a Barbados ogni turista consuma da 6 a 10 volte l’acqua e l’elettricità consumate dagli abitanti del luogo?</li>
<li>a Goa gli abitanti dei villaggi costretti a recarsi a piedi ai pozzi sono dovuti restare a guardare mentre venivano costruite attraverso la loro terra le tubature che avrebbero portato l’acqua a un nuovo hotel di lusso?</li>
<li>la recente apertura di un campo da golf in Sardegna ha provocato carenze d’acqua per molte ore al giorno negli acquedotti di paesi vicini?</li>
<li>il trasporto è la fonte di emissione carbonica in maggior aumento nel mondo?</li>
<li>il ritorno economico del turismo in un paese in via di sviluppo come il Gambia e’ del 20% contro quello del 60% della Spagna?</li>
<li>il turismo, portando via la terra ai contadini per la costruzione di villaggi turistici, alberghi e campi da golf, distrugge sistemi di sopravvivenza?</li>
<li>i regimi dittatoriali sono considerati più affidabili della democrazia dagli investitori internazionali, di conseguenza il flusso turistico verso alcuni paesi incrementa il NON rispetto per i diritti umani?</li>
</ul>
<p>Per approfondimenti: <a href="http://www.aitr.org/" target="_blank">www.aitr.org</a> [Associazione Italiana Turismo Responsabile]</p>
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		<item>
		<title>M3, SAP e .onSales: tris d&#8217;assi per Parmalat Portogallo</title>
		<link>http://www.aton.eu/M3-SAP-onSales-Parmalat-Portogallo</link>
		<comments>http://www.aton.eu/M3-SAP-onSales-Parmalat-Portogallo#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 May 2009 16:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pontiggia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Laboratorio dell'innovazione]]></category>

		<category><![CDATA[enterprise mobility]]></category>

		<category><![CDATA[Accenture]]></category>

		<category><![CDATA[Aton]]></category>

		<category><![CDATA[data integration]]></category>

		<category><![CDATA[M3]]></category>

		<category><![CDATA[Mobility]]></category>

		<category><![CDATA[onsales]]></category>

		<category><![CDATA[onX]]></category>

		<category><![CDATA[parmalat]]></category>

		<category><![CDATA[SAP]]></category>

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		<description><![CDATA[Con immensa gioia pubblico questo post, per condividere assieme il positivo esito dell&#8217;impegnativa sfida iniziata oltre 1 mese fa, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con immensa gioia pubblico questo post, per condividere assieme il positivo esito dell&#8217;impegnativa sfida iniziata oltre 1 mese fa, e terminata ieri con l&#8217;entrata in produzione della soluzione di raccolta ordini interfacciata con SAP.</p>
<p>In questa sfida è stato necessario concertare fra:<br />
- tecnologie: M3, SAP e .onSales<br />
- attori: Aton Treviso/Torino/Portogallo, Parmalat, Accenture, IBM, consulenti SAP<br />
per cui il risultato non può che essere un successo comune.</p>
<p>E cosa è stato fatto?<br />
Non entrerò in approfondimenti tecnici, ma sarò sintetico e disponibile a seguire per chi sia interessato ad approfondire:<br />
- SAP esporta le anagrafiche clienti e articoli verso M3<br />
- M3 elebora queste informazioni, le elabora, le trasforma nei formati di .onSales e avvisa con un&#8217;e-mail l&#8217;IT del cliente<br />
- gli agenti sincronizzano il proprio PDA con M3, escono, raccolgono gli ordini e li ri-trasmettono ad M3<br />
- M3 riceve gli ordini, li elabora, li trasforma in iDoc (formato proprietario di SAP), li trasmette a SAP tramite web services e avvisa con un&#8217;e-mail l&#8217;IT del cliente</p>
<p>Se a parole vi è sembrato chiaro e semplice sono contento, vuol dire che l&#8217;integrazione lo è a sua volta.</p>
<p>Alcune note:<br />
- i processi realizzati si compongono di 252 processor<br />
- alla prima elaborazione sono stati importati circa 8000 clienti e 250 articoli per 10 terminali<br />
- l&#8217;elaborazione è durata circa 1 minuto<br />
- rispetto puntuale della pianificazione</p>
<p>Ancora una volta M3 si dimostra una scelta vincente come middleware di integrazione fra sistemi eterogenei.<br />
E soprattutto si apre un mondo: SAP non è più un ostacolo, ma una nuova e importante oppurtunità!</p>
<p>Concludo ringraziando tutti i colleghi che mi hanno supportato nell&#8217;impresa e che hanno creduto in me e nel team per il buon esito del progetto.</p>
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		<title>Torino, in mostra &#8220;AKHENATON FARAONE DEL SOLE&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 08:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Pontiggia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[AtonCoffee]]></category>

		<category><![CDATA[AKHENATON]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao,
fino a giugno è possibile visitare, a Palazzo Bricherasio si Torino, una mostra dedicata ad Akhenaton:
link
All&#8217;interno di questa pagina potete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,</p>
<p>fino a giugno è possibile visitare, a Palazzo Bricherasio si Torino, una mostra dedicata ad Akhenaton:</p>
<p><a href="http://www.palazzobricherasio.it/pb_260506/index.php?wh=2&amp;id=774">link</a></p>
<p>All&#8217;interno di questa pagina potete anche accedere all&#8217; &#8221;inno ad Aton&#8221;&#8230;da imparare a memoria!</p>
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