Daily Diary

Il segreto del successo di un progetto RFID? Un obiettivo chiaro!

Queta settimana Aton è stata ospite di RFID journal live Europe per la presentazione del progetto sviluppato con G&P Net (vedi post). L’evento si è tenuto al Darmstadium Science & Congress di Francoforte.

Abbiamo incontrato molti operatori del settore prevenienti da tutto il mondo e con piacere abbiamo notato che molti di loro erano al corrente della nostra presenza in qualità di speaker per una delle applicazioni ritenute più interessanti e sicuramente innovative nel panorama dell’attuale stadio di sviluppo della tecnologia. La nostra azienda infatti ha deciso di rendere pubbliche solo le applicazioni che siano uscite dalle fasi di test e che si trovino realmente in fase di “Produzione”.
Abbiamo cioè deciso che ne abbiamo abbastanza di “piloti” di “NeverEndingTestingPhase“, di situazioni che portano il più delle volte a non concludere una sacrosanta…

Momento come dicevo di networking con gli operatori del settore, in primis Alien technologies con i quali abbiamo da tempo una importante partnership tecnologica.

Poco prima della nostra presentazione proprio i signori della Alien ci presentano il responsabile europeo del progetto RFID di una importante multinazionale Americana. Persona amabilissima alla ricerca di esperti nella tecnologia RFID ma soprattutto con esperienza di Fashion Retail.
Quattro chiacchiere in relax prima della presentazione. Mimmo (Domenico Marchetti il nostro Marketing Director ndr) ed io spieghiamo sinteticamente chi siamo. (L’avverbio “sinteticamente” a casa nostra rappresenta una delle sette fatiche di Ercole)

Ci spiega a grandi linee di che progetto si tratta e delle tante aspettative che l’azienda ha da questo progetto. Ci chiede della tecnologia … ma noi non gli rispondiamo.
Ho una domanda:”ma voi cosa volete ottenere?”.
“Beh gliel’ho spiegato” mi risponde.
“No, lei mi ha fatto un elenco lungo… tutte cose fattibili ma qual è quella che è più importante per la sua azienda?”
Finalmente mi risponde ma poi aggiunge “sì però siamo interessati anche al resto”…
io: “Dovrei andare, è il momento della mia presentazone… perchè non viene anche lei?” .
“Certamente, con piacere” è la risposta. (Goduria…)

Il minuto prima di qualsiasi presentazione è per me è il momento più arido del mondo: ti sembra che tutta l’acqua della terra non sia sufficiente a dissetarti. Se poi la presentazione è in una lingua che non è la tua il primo minuto diventa lungo una ora con seri rischi di “grippaggio” della lingua.

Per fortuna c’è Luca Isidori. CIO della G&P Net è correlatore insieme con me della presentazione e qualche ora prima si è dichiarato volontario per aprire lui la presentazione. Fighissimo, si prende la parte più tosta ed in modo estremamente disinvolto mi serve la presentazione su un piatto d’argento. Grazie Luca.

Fra un pò questa presentazione sarà resa pubblica e quindi ve la andrete a vedere da soli (vero?), ma durante il percorso mi soffermo su quella che è una delle lezioni che abbiamo imparato proprio da G&P Net:

  1. Definisci in modo chiaro UN SOLO OBIETTIVO: due sono troppi.
  2. Rendi semplice la complessità della tecnologia con strumenti flessibili e agilmente modificabili nel tempo

Occorre tenere conto di tutti gli obiettivi dell’azienda. ma è necessario implementarli UNO ALLA VOLTA: il motivo è semplice. Ogni obiettivo si porta dietro diversi Stakeholder ciascuno dei quali ha diverse aspettative, tutte prioritarie. Ognuno degli obiettivi connessi alla introduzione dei progetti di RFID che sono innovativi per definizione si porta dietro la complessità del CHANGE MANAGEMENT.
Della serie Più obiettivi Uguale nessun risultato. Una delle regole del Change management ma sempre dimenticate. Chi si avventura alla ricerca del tutto è ancora lì che si fa delle pippe in attesa che qualcuno del management si rompa le palle e cassi tutti i progetti. Poi dicono che l’RFID non funziona ed invece l’unica cosa che non funziona sono i manager.

Finisce la presentazione. Molte domande. Interessate.  Si avvicina fra gli altri anche il signore di prima.
“Sa Azzali” dice “mi sa che ho capito quello che intendeva con le domande di prima”.
Io, curioso come una biscia: “Perchè non lo dice anche a me?”.
“Il mio progetto prevede 17 diversi interlocutori interni più gli eventuali fornitori. Fino a 30 minuti fa avevo la certezza che fossero tutti importanti.”
“E adesso?” chiedo io con la migliore faccia da ingenuo che mi viene.
“Adesso definisco l’obiettivo principale, mi tengo solo 3 interlocutori, gli altri li tengo aggiornati … e basta”
“Ci possiamo rivedere?” chiede Mimmo con la faccia ancora più di tolla della mia ( non pensavo possibile ma tant’è)
“Ci DOBBIAMO rivedere” dice lui con una espressione di si sente più sollevato.
Beh… anche noi.

Avessimo parlato un solo minuto di tag, di tecnologia, di minchioCHIP e ciuffoloREADER!
Facendogli capire che sapevamo quali sono i problemi “Manageriali” correlati a progetti innovativi abbiamo semplicemente spostato il problema dove realmente è: la capacità di stare concentrati sull’obiettivo con la dterminazione del Doberman ma anche con la sensibilità della mamma che vuole vedere crescere il figlio.

Quindi se siete operatori e volete vendere queste applicazioni se non prestate queste attenzioni finite che vendete solo per culo (mi scuso ma è ormai invalsa l’accezzione “tecnica” per questo sostantivo) o non vendete affatto.

Se siete degli utilizzatori ancora di più: definite un obiettivo e raggiungetelo. Il bello dell’RFID è che vi permetterà nel tempo di ottenere ancora più risultati. Tutti quasi gratuiti. Carriera garantita!

Ciao e buon RFID a tutti!
Otello

Otello Azzali 22 Ottobre 2009 Visite: 1005