Innovare: …eppur si muove!
Beh… devo dire che era la prima volta che tenevo un seminario sulla tracciabilità alimentare (grande tema di innovazione per le aziende italiane) praticamente seduto su una magnifica cucina industriale al centro di una sala piena di circa 80 persone, dove normalmente si tengono corsi di alta cucina nel cuore di Parma (facendo godere il riccio parmigiano che c’è in me- NB: parmigiano e non parmense).
Grande Panel di esperti (me escluso) in una mattinata interessante di spunti
magistralmente coordinata da Paolo Conti (presidente di Cedites) che ha anche presentato il “Rapporto sulla tracciabilità alimentare in Italia” pubblicato in collaborazione con Aton.
Come al solito interessante, coinvolgente e piena di spunti la presentazione.
con l’intervento del prof Antonio Rizzi dell’università di Parma: credo che in pochi siano capaci di trasmettere concetti così complessi in modo altrettanto semplice come Antonio sa fare.
Andrea Costi di Intermec: il chiaro (e ancora raro) esempio di come si può essere dei tecnici e nello stesso tempo chiari, simpatici ed esaurienti ( e ditemi che è poco).
meeting scosso perturbato dallo “sbullonato” Mauro Baricca che ha completamente sovvertito il tema portanto il focus sulle dosi massicce di coraggio che servono alle aziende per innovare
e dal sottoscritto che in qualche modo ha cercato di limitare i danni causati da Mauro e riportato alcuni casi di progetti di forte innovazione, in particolare RFID, in ambito Italiano ed Europeo
grande pubblico interessato ed interattivo. Sarà stato l’ambiente ma il lunch offerto in mezzo agli chef ed alle strutture di acciao delle cucine ha naturalmente favorito lo scambio di informazioni ed opinioni con i partecipanti.
Difficile riassumere i contenuti del seminario (è un seminario per questo no?) anche se sinteticamente si può affermare che esistono i presupposti (tecnologici e dimercato) per una applicazione evoluta della tracciabilità alimentare che permetta di portare vantaggi ai consumatori ed alle imprese (soprattutto di dimensioni medio piccole) per la difesa del Made in Italy.
Alla fine ci siamo più o meno convinti che … eppur si muove.
Questo scenario in cui tutti noi così tanto crediamo sta iniziando a trovare i primi proseliti ed i primi credenti.
Dal canto nostro continueremo a crederci come recita uno dei nostri valori guida più importanti: “Passione per l’innovazione”. E voi ci credete?
ciao a tutti
otello azzali




