Daily Diary

Innovare: una questione di emozioni!

Ogni volta che si parla di innovazione in azienda si finisce col parlare di progetti e quindi, inevitabilmente, di ROI (Return On Investment ndr).

Negli ultimi decenni in Italia abbiamo sempre più importato queste metodologie, che non erano propriamente nella nostra natura. Italia Popolo di Santi, Navigatori e Poeti. Ce ne fosse uno che lavora! Ma fra quelli che lavorano ce ne sono molti che fanno della innovazione la loro ragione di vita.
L’appliocazione delle metodologie sul calcolo del ritorno degli investimenti sono per lo più dovute alla maturazione del nostro management ed all’affacciarsi, soprattutto negli ultimi anni, della Università nel mondo della innovazione per le aziende. Sempre più, in effetti, troviamo l’impegno diretto degli atenei nel promuovere tecnologie innovative producendo studi mirati ed analisi di settore: un buon esempio lo si ritrova nella introduzione della tecnologia RFID nelle aziende.

Eppure, proprio in questo terreno, forse anche complice il momento congiunturale poco favorevole, le aziende che approcciano con questo metodo l’innovazione molto raramente trasformano lo studio in applicazione, l’applicazione in produzione di vantaggi competitivi.

Ho azzardato una spiegazione durante l’ultimo RFID Summit tenutosi a Varese: L’innovazione non si sceglie con il cervello solamente ma con tutte le emozoni che la tecnologia ti sa dare: soprattutto quando ne conosci i limiti!

Insomma adottare una tecnologia è del tutto simile a scegliersi la compagna (il compagno) della vita o la propria casa: perchè sarà anche vero (mi perdonino le signore) che noi (maschietti) la cerchiamo bella, giovane, carina, intelligente (ricca perchè no) (beh non mi sembra molto diverso per le signore) e che non rompa le scatole ma alla fine ci innamoriamo di quella che ci fa sognare, quella persona con cui condividiamo progetti, gusti e con cui riusciamo a proiettarci in un mondo diverso, migliore di quello da cui proveniamo.

Non me ne vogliano i puristi ma alla fine di questo stiamo parlando: l’innovazione è l’adozione di quel processo, tecnologia che ci fa sognare una azienda diversa, con una immagine diversa, con una competitività che ci fa sentire orgogliosi di averla ottenuta.

Quindi signori non necessariamente i matrimoni di interesse funzionano, ma soprattutto nelle fasi iniziali di una tecnologia, le vere motivazioni sono soprattutto emotive. Se non ci credete cliccate qui.

Ciao
Otello

Otello Azzali 13 Luglio 2009 Visite: 952