Daily Diary

L’ottimizzazione della Mobility! parte 1: i dati da e per la periferia.

Secondo tutti media ci stiamo addentrando in un periodo alquanto difficile: (siate gentili, concedetemi questa forma interlocutoria).
Le aziende con cui lavoriamo non mancano di mandarci segnali di riduzione di budget, in particolare di investimenti.
Le società finanziarie che fino a qualche mese fa, ma che dico, fino a qualche settimane fa facevano a gara ad offrire finanziamenti ai nostri clienti sono letteralmente sparite.
Non parliamo delle borse, quelle azionarie intendo, che sembrano oramai un test per saggiare la robustezza cardiaca degli investitori.

Ne avete abbastanza? Io sì!
Eppure è proprio durante questi periodi, da sempre, che le aziende migliori, quelle ispirate da visioni ed ambizioni concrete, quelle guidate con capacità e determinazione che seminano i concorrenti riuscendo ad imprimere alla competizione un ritmo insostenibile per gli altri.

Non stiamo parlando di gandi scelte strategiche e di chissà quali decisioni da manuale del grande e coraggioso condottiero ma di attenzioni da avere su due elementi fondamentali:
- ottimizzazione, e quindi riduzione, dei costi operativi;
- incremento ed accelerazione degli investimenti sulle caratteristiche differenzianti dell’azienda.

“Bella trovata! Già ci rompiamo la testa ed anche altri organi tutti i giorni per migliorare i nostri processi operativi ed ecco qui che arriva il grande stratega.”

Nessuno sa quanto costa realmente la forza di lavoro mobile.
Nel nostro lavoro incontriamo centinaia di aziende tutti gli anni che affrontano nuovi progetti per applicazioni di work force automation per diverse migliaia di utenti. Hanno idee abbastanza chiare, chi più chi meno, di quello che vorrebbero fare, un pò meno chiare sul come si fa ( e qui ci guadagniamo la pagnotta), buio totale sul come fare a capire quanto rende l’investimento che hanno fatto e quindi nessuna idea sul come migliorarne le performance (e qui potremmo guadagnarci un pranzo luculliano).

Per partire vorrei chiedere a tutti gli IT manager che gestiscono una forza di lavoro mobile quanto stimano sicuro ed affidabile il traffico dati da e per la periferia sia che sia fatto con modalità antiche (scambio dati in modalità locale) sia con le più moderne tecnologie (WiFi, Gprs, Umts, HDSPA ….)

Nessuno sarebbe disposto ad ammettere di avere, neanche sotto tortura, di questi problemi, ma tutto quello che noi troviamo in giro dovrebbe veramente togliere il sonno a molte persone.

Che si fa? Ed eccoci finalmente. Durante il mese di Luglio vi avevo delizato ( ah, ah) di un post riguardante la fine di un lavoro di sviluppo di un prodotto chiamato M3.
M3 è una architettura SW che permette, fra le molte altre funzionalità, di poter “accompagnare” i dati dai vari computer in dotazione agli utenti “mobili” sulla “terra ferma” e via via in tutti gli step applicativi necessari per essere processati a vari livelli fino all’ERP finale; Ma soprattutto può ritornare a tutte le persone interessate al processo una serie di messaggi di avvenuta elaborazione, di eventuali problemi ecc…

Oltre a questo genere di allarmi sistemistici (veicolati sotto forma di e-mail o di più immediati SMS o altri formati) posso istruire il sistema al controllo del rispetto delle norme organizzative che devono disciplinare il lavoro degli utenti: a che ora hanno trasmesso? come hanno trasmesso? …

In aggiunta potrei anche farmi inoltare informazioni di business più strettamente pertinenti alla performance della mia forza lavoro: quante visite hanno fatto oggi i miei venditori? quanti Chilometri hanno percorso? Quanti prodotti in promozione hanno venduto? Quante riparazioni hanno fatto? Quante consegne di quel prodotto in tempo? …

La cosa importante è che posso scegliere di essere informato sulle eccezioni e

La qualità del trasferimento dei dati pesa attorno al 30% dei problemi totali che affliggono le applicazioni di mobility. Scusate se è poco. Meditate gente meditate.

Ciao a tutti

Otello

Otello Azzali 12 Novembre 2008 Visite: 824