Daily Diary

Ma quanto è sexy questa RFID!

Siete mai stati ad un seminario sull’RFID? 
Efficienza di lettura,  Analisi dei processi, Business Process Ri-engineering, Calcolo dei ROI, costo dei tag, tag passivi, tag attivi; efficienze di letture …: due palle così!
Tutto molto maschile! (come peraltro la dilatazione delle gonadi sta a dimostrare).

Ma a proposito di maschile e femminile (vedi precedenti post a riguardo parte1 parte2) è possibile trasformare la comunicazione tipicamente tecnologica riguardante una nuova tecnologia (la RFID appunto) in qualcosa di più accattivante, più sexy appunto?

Noi pensiamo di sì.
Anzi per la verità pensiamo che l’unico modo di introdurre con successo l’RFID in azienda risieda proprio nel saperne identificare il suo lato sexy.

Cosa si è fumato Otello questo week end? Per rispondere alla domanda abbiate la pazienza di leggere il resto.

Innanzitutto una domanda: sexy per chi? Già per chi è che dobbiamo rendere sexy l’applicazione della tecnologia?
La risposta è semplice: tutto  il top management. CEO (o amministratore delegato) incluso!

Ma che cosa è che può eccitare il “Tecnofeticismo” (il neologismo non è mio ma del CIO di un nostro importante cliente) di persone abituate  a ottenere risultati, a stabilire obiettivi, che pensano a come aumentare il profitto aziendale, che si dibattono sul gardo di competitività aziendale in una parola ad aumentare il valore dell’azienda che è stato loro affidato? (A parte ovviamente la “tecnologia” della foto?)

La risposta è nella domanda: trovare l’applicazione della tecnologia che aumenti il valore dell’azienda.
“Minchia Otello che svelto che sei: sai che novità!”.
Già che novità! Eppure provate ad andare in uno di questi seminari (da qui siamo partiti) e capirete che delle applicazioni innovative e semplici e che portano soldi all’azienda se ne sono scordati tutti!

Non è infatti un caso che nel momento (luglio scorso) in cui la nostra azienda ha espresso un comunicato stampa con la descrizione di una di queste applicazioni nel settore della moda con G&P Net ( leggi qui ) siamo stati invitati a diversi seminari a livello modiale (New York Agosto, Cambridge e Francoforte in ottobre, Spagna in Novembre) proprio per spiegare il motivo di questo successo.

Il pumto quindi è che bisogna saper individuare queste applicazioni, saperne accettare i limiti iniziali ed identificarne gli obiettivi.
L’incapacità dell’accettazione dei limiti in una fase iniziale (spesso ad opera dei dipartimenti tecnologici) è la responsabile della castrazione dei progetti o della loro trasformazione in “Piloti perpetui“.

Nelle settimane scorse siamo stati in giro per l’Europa a parlare di RFID con molti interlocutori importanti, clienti, organizzazioni, enti … ed alla fine ci siamo accorti di avere la capacità di trasformare una materia di persè alquanto ostica e ruvida in una bella e desiderabile “modella”.

Su queste stesse righe nei periodi a venire pubblicheremo un pò di articoli che vi diranno quali sono le applicazioni che possono cambiare la luce sotto cui la tecnologia viene vista: non più le grevi luci al neon di polverose scaffalature, ma i riflettori delle passerelle di moda.

Non avete ancora scoperto di cosa mi sono fatto.

In compenso se avete realizzato durante la letura che il tag applicato alla modella della foto non può essere letto siete senza speranza.
Se invece ve ne siete accorti solo ora che ve lo detto avete della ottime speranze.
Se ancora non avete capito di cosa sto parlando … beh allora avete sbagliato post.

Ciao e alla prossima
Otello

Otello Azzali 11 Ottobre 2009 Visite: 759