Management dell’innovazione
Questo il titolo di un evento organizzato da Treviso Tecnologia della durata di 2 giornate. I docenti sono il Prof. Giovanni Bernardi e Prof. Stefano Biazzo del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Gestionale dell’Università di Padova.
L’approccio che notiamo è sicuramente molto interessante: il prof Bernardi ha una capacità espositiva coinvolgente che fa volare la giornata di corso.
Molto pragmatico, con uno stile che, personalmente, gradisco molto: poche slide emozionali, senza troppe informazioni e casi concreti locali e mondiali. Condivido “di getto” alcuni concetti che mi hanno colpito:
“l’innovazione è sempre un felice incontro tra bisogni e soluzioni, consegnata ad un cliente”
Nell’innovazione e R&D, va ricordato che:
“non si puo’ fare tutto in casa”: si puo’ innovare attraverso le collaborazioni: fino a ieri ci si basava su innovazione basata sulla ns esperienza. per fare questa serve molto tempo.
L’ innovazione deve essere basata sulla conoscenza. E’ necessario dotarsi di competenze in grado di gestire il network: creare piccoli nuclei con compentenze interne molto qualificate in grado alla “caccia di soluzioni esterne”
esempio: la BP, visto il fallimento della soluzione A per tentare di risolvere il disastro ambientale nel golfo del messico, si è rivolta al “network globale” alla ricerca di chi puo’ aiutarla a trovare una soluzione B.
l’innovazione richiede leaders, managers , non solo brillanti ricercatori
servono poi:
-capacità di creare e mantenere relazioni nelle reti di filiera
-capacità di assorbire le conoscenze dagli altri “technology intelligence” (= tenere sotto controllo
tecnologie esistenti che potrebbero essere applicate ai campi più diversi) il caso più frequente è trovare soluzioni a bisogni esistenti, altre volte è creare un bisogno.
Ci si è poi concentrati su cos’è il funnel (imbuto) dell’innovazione?
1-la ricerca sui mercati è una delle parti fondamentale dell’innovazione clienti (diretti, utilizzatori, canale di distribuzione)
contesto (trend culturali,evoluz normative)
concorrenza (diretti, indiretti)
decidere se compro o faccio (make-or-buy)
strutturare l’innovazione anche per fare cose semplici!
distinguere i trend dalle mode (fads)
2- ricerca tecnologica: non vuol dire “avere un laboratorio”, ma avere la capacità di acquisire le conoscenze (contatti con broker tecnologici, acquisizione di licenze e strumenti o componenti che servono alla mia innovazione, università, contatti coi clienti e associazioni professionali, conferenze e fiere, )
- generare le idee: la sorgente può essere la più varia, dall’interno, dall’esterno (clienti,partner,concorrenti ..); le idee possono aspettare che mi arrivino casualmente, oppure mi metto in condizione diaverle andando ad eventi, esponendo le mie persone a queste possibilità, oppure organizzare sessioni di ideazione (brainstorming) con personale qualificato nell’animazione di sessioni creative
- selezionarle (condiviso con mkt, progettazione, produzione, commerciale): livello di rischio, fatturato stimato, stima, investimento di sviluppo
E’ stato poi divertente un esercizio collettivo:
Immaginando di essere una azienda di produzione di carrelli per la spesa del supermercato, seguire un modello proposto dall’università di Cambridge per capire come far evolvere il business di questa azienda.
Considerazioni di partenza: il carrello lo spingono tutti (dalla vecchietta al bambino di 10 anni), il mercato è saturo, se non ci fossero furti, non ci sarebbero sostituzioni.
Come cambierà il ns business? Come lo vogliamo cambiare? con che tipo di prodotto, componenti, tecnologie?
molto interessante che, nonostante la platea dei partecipanti al corso venisse da contesti industriali molto differenti, molte idee riguardavano l’area di gestione dell’informazione sui prodotti (ICT, identificazione, interazione tra prodotti e consumatori via dispositivi mobili) che ci riguardano molto da vicino… ![]()





