Droidcon 2019 visto con gli occhi degli atonpeople

Racconto di due atonpeople (Diego e Filippo) al Droidcon, il più grande evento sullo sviluppo di software Android in Italia.

Sveglia alle ore 06:15. Una veloce doccia accompagnata da una buona colazione. Si corre a fare il check-in nella sede Droidcon di quest’anno: le Officine Grandi Riparazioni di Torino, luogo affascinante e suggestivo che è passato nel corso degli anni dall’essere la sede delle riparazioni dei treni, a centro di cultura contemporanea internazionale.

Arriviamo tra i primi in modo da non trovare la calca che freme per entrare. Al momento del check-in ci vengono consegnati – oltre all’ambita maglietta dell’evento – un badge, sul quale poniamo la scritta “Aton S.p.A”, e le (non tanto) comode cuffie wireless con le quali ascoltare gli speaker all’opera. Tutti i talk dell’evento, infatti, si tengono contemporaneamente nella stessa conference room, perciò l’unico modo per poter seguire gli interventi distintamente è attraverso l’uso di questi particolari headset che permettono di connettersi direttamente ai microfoni dei relatori semplicemente “switchando” come fossimo davanti alla TV.

Cosa ci siamo portati a casa?

Metodi di lavoro e linee guida

Alcuni talk si incentravano maggiormente sui metodi di lavoro e sulle linee guida per l’utilizzo di librerie del codice Retrofit e Dagger, come l’intervento di Boris D’Amato “Networking the Kotlin way: Retrofit + Coroutines” e Lorenzo Quiroli “Forging the Dagger for the modern Android World”. Le loro esperienze sono state utili per comprendere come rendere più fruibile l’uso congiunto di queste tecnologie e non incorrere in alcune frequenti problematiche.

Design e animazione

Altri talk invece vertevano maggiormente sugli aspetti di Design e Animazione come quello del googler Nick Butcher, “Motional Intelligence: Build smarter animations”. È stato interessante osservare come all’interno di un’applicazione, a volte, dietro la cura dei particolari, ci sia un lavoro meticoloso e di grande impegno che porta alla realizzazione di dettagli capaci di stupire l’utente.

Sviluppo di applicazioni multipiattaforma

Molto interessante è stato il talk sullo sviluppo di applicazioni in multipiattaforma con la tecnologia Kotlin/Native, che unisce appunto Kotlin – il nuovo standard adottato da Google come linguaggio di programmazione per creare applicazioni Android – alla possibilità di riutilizzare il codice in modo tale da poterlo condividere su molteplici piattaforme come iOS e web.

Modularizzazione applicazioni

Altro tema “caldo” discusso in questi due giorni, è stato la modularizzazione di un’applicazione. Questo approccio presentatoci da Ben Weiss, uno tra i più famosi googler al mondo, è argomento sempre più ricorrente  tra gli esperti del settore. Infatti, questa metodologia permette di “spezzettare” un’app in piccoli moduli (quasi) a sé stanti e che quindi possono essere gestiti con maggiore flessibilità durante le fasi della vita di un progetto o di un prodotto.

Soddisfazione del cliente e supporto allo sviluppatore

Rispetto ad altre precedenti edizioni del Droidcon è emerso che l’attuale evoluzione tecnologica riguardante gli sviluppi Android sembra essersi stabilizzata, senza grossi cambiamenti dal punto di vista strutturale (ad esclusione dell’innovazione di Kotlin/Native, ancora però in versione beta). Quest’anno, in generale, il filo conduttore dell’evento era maggiormente improntato sugli aspetti inerenti la soddisfazione del cliente e il supporto allo sviluppatore.

Il Droidcon 2019 ha rappresentato un’occasione in cui potersi confrontare con le metodologie di lavoro e di pensiero di alcuni tra i più influenti developer e alcune tra le migliori aziende a livello internazionale, che ogni giorno tracciano nuove rotte diventando fonte d’ispirazione per i professionisti del settore di tutto il mondo.

Ci vediamo all’edizione 2020, alla caccia di nuove conoscenze (e di nuovi stickers) da portare a casa!!

Droidcon2019