Nuova spinta verso l’online: il 76% dei brand incrementano gli investimenti sull’ e-commerce, molti sono CPG

I consumatori acquistano sempre più spesso online prodotti per bambini, generi alimentari o articoli per la salute e la bellezza.

Secondo IRI, leader mondiale nella gestione di big data, le vendite online di questi prodotti cresceranno del +54% nei prossimi 5 anni. Questo vuol dire che i grandi player del mercato CPG dovranno evolvere velocemente per non rischiare di perdere il vantaggio competitivo guadagnato nel tempo.

Tale dato viene confermato anche da un’ulteriore ricerca secondo la quale il 76% dei brand sta cercando di accelerare gli investimenti nell’ e-commerce per capitalizzare un’opportunità digitale che vale 3,5 T$ nel 2019 (fonte: eMarketer).

trend e-commerce

Come riportato nel grafico il 35% spende più del 10% dei ricavi del canale per strumenti digitali, soluzioni e servizi a supporto.
In questo contesto è fondamentale non soltanto investire in piattaforme tecnologiche in grado di supportare complesse logiche di prezzo e di gestione dei prodotti, ma anche in persone con skill specifici per creare una cultura aziendale digitale e in analisi dei dati, per concentrarsi su azioni e prodotti prioritari riducendo al minimo il dispendio di risorse.

Pensare digitale fa la differenza

Rispetto al 2017, il numero di persone con titoli di lavoro legati al mondo e-commerce è cresciuto in media dell’83%. Poiché la domanda di specialisti digitali supera l’offerta, i brand dovranno investire in modo significativo nella formazione e nello sviluppo di nuove competenze all’interno della propria organizzazione.
Per alcune funzioni (come ad esempio la creazione e la gestione di campagne di marketing digitale) che richiedono una forte specializzazione e sono difficili da costruire internamente, l’outsourcing potrà rappresentare uno strumento efficace per raggiungere l’obiettivo.

I dati come tesoro per incrementare le vendite

Il 2019 è destinato a diventare l’anno dell’analisi dei dati. Conoscere la shopper journey, le abitudini di acquisto, i dati di vendita non è più solo “nice to have”, ma diventa un elemento indispensabile.
Sapere chi è lo shopper, cosa lo motiva, come si comporta, quali sono i luoghi di ricerca e di acquisto, cosa fa quando è nello store reale o virtuale, come interagisce con gli stimoli che incontra consente di intervenire puntualmente per aiutarlo a trovare ciò che vuole, capire cosa lo blocca nell’acquisto di un determinato prodotto e comprendere dove e come influenzarlo lungo il suo percorso.
La chiave del successo rimane un approccio omnichannel: l’analisi dei dati provenienti dai diversi touch point (negozio digitale e fisico, sistemi di cassa, etc) consente infatti di massimizzare l’efficacia delle azioni di marketing e vendita.