Personal Branding? Senza esagerare…

Frequentando Linkedin si può notare che uno dei temi che riscuotono più interesse, sia nell’offerta di servizi che nella domanda, è il cosiddetto “Personal Branding”. I numeri e la fama di alcune Star in questa specializzazione sono davvero impressionanti, da veri Trendsetter

Ho seguito per un pò le dinamiche di questo fenomeno e per completare lo scenario desidero aggiungere un altro punto di vista, quello di chi ha la responsabilità di valutare, scegliere, assumere, non per conto di terzi ma come diretto interessato

Il lavoro che fanno questi Guru per motivare, sensibilizzare, far crescere le persone nel mondo del lavoro è molto importante, ma talvolta noto una tendenza non del tutto disinteressata a esagerare e a buttarla sul partigiano che andrebbe a mio avviso riequilibrata, per il bene di tutti

Queste sono le cinque riflessioni che desidero condividere, sperando possano essere utili nel rendere più produttivo il rapporto tra chi cerca lavoro e le imprese e più in generale aiutare a entrare nelle logiche della #negoziazione

1. le aziende hanno bisogno di persone valide che hanno voglia di fare bene e ognuna le ricerca al suo meglio. Nessuno si diverte a far perdere del tempo, è chiaro che chi seleziona ha l’obiettivo dell’assunzione. Possiamo riflettere sulle modalità e sui valori più o meno eleganti, rispettosi e/o professionali adottati dai selezionatori, ma sulla finalità non ci sono dubbi (salvo patologie out of scope, da stigmatizzare). Il mio consiglio è cercare di capire con particolare attenzione cosa si sta cercando e concentrarsi su quello. Le aziende strutturate difficilmente cambiano per te, ma tu si puoi farlo. Tra le principali qualità che valuto nello scegliere una persona per la mia azienda ci sono l’ascolto, la comprensione e il conseguente feedback che ricevo. Prima di pensare a cosa e come dire, ascoltate bene cosa vi sta dicendo la persona che vi sta colloquiando e cercate di immedesimarvi in modo causativo nella sua situazione e nel suo bisogno, piuttosto che nel vostro. Avete di fronte il vostro cliente!

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2. assumere in Italia è più vincolante di un matrimonio, con l’aggravante che il licenziamento è una materia opaca e in larga parte interpretabile. Le valutazioni delle imprese pertanto debbono essere molto, molto, molto caute, tenetelo ben presente e abbiate pazienza verso i tempi e la prudenza impiegati. Se le regole fossero più chiare le aziende assumerebbero assai di più e sarebbero più propense a rischiare e a intraprendere nuove iniziative. Il paradosso è che difendere ad oltranza i posti di lavoro esistenti taglia fuori chi il lavoro non ce l’ha e chi vorrebbe provarci, frenando lo sviluppo dell’economia. La leggi sul lavoro in Italia sono pessime, tra le peggiori che abbia conosciuto

3. il rischio dell’”over promise under deliver” = il fumo non paga. E’ deleterio esibirsi come non si è o più di quello che si è. Prima o poi i nodi vengono al pettine ed è sempre meglio essere sé stessi. E’ come uscire per una serata galante. E’ fondamentale prepararsi bene e dare un genuino meglio di sé, ma non bisogna esagerare con gli artifici e apparire artatamente un’altra persona esibendo una maschera

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4. una delle persone oggi più importanti per #Aton tanti anni fa suonò al ns campanello cercando lavoro, da diciannovenne con in mano solo un CV col diploma appena ottenuto. Oggi quella persona è membro del Board. Quel giorno mi colpì l’umiltà, la determinazione e la disponibilità con cui si presentò. Il tempo e i risultati ci hanno poi dato ragione. Questo è un esempio di valori che spesso vengono bistrattati da un Personal Branding che guarda con un pizzico di presunzione più all’apparenza e all’esibizione che alla sostanza

5. E’ vero, spesso ci sottovalutiamo e ci vendiamo male, soprattutto in provincia. Nell’ordine ho in mente vari livelli di capacità di Branding: dal paesello a Milano; da Milano a Parigi; da Parigi a New York…. ma occhio a non esagerare nell’ambizione. Un imprenditore di servizi informatici spagnolo mi disse un giorno che per arricchirsi certe persone andrebbero offerte ai clienti al valore che dicono di avere e acquisite al loro valore reale