Liberiamoci dalla paura di investire nei progetti RFID nel retail

Come abbiamo scritto nel nostro ultimo articolo dedicato all’RFID nel mondo retail, in Europa ci sono ampi margini di crescita per questa tecnologia, adottata solo dal 30% dei retailer contro il 92% degli USA.

Di seguito alcune considerazioni del nostro RFID Specialist che ci spiegherà quali sono i benefici economici in questo settore.

Scegliere un sistema RFID per un grande retailer significa prima di tutto sperimentarlo con un pilota. Ebbene, abbiamo a disposizione i dati del ritorno dell’investimento (ROI) sia in fase pilota, sia dopo l’adozione completa del sistema: c’è un bel balzo.

Si tratta di un fatto importantissimo, anzi, i fatti sono due:

  1. il ritorno dell’investimento c’è
  2. il pay-back period (tempo in cui l’investimento si ripaga) si accorcia sempre di più, specialmente se l’implementazione della tecnologia viene utilizzata su più processi aziendali

Un altro spauracchio (da smentire), legato all’adozione di questa tecnologia, sono i costi di investimento iniziale e quelli ricorrenti. Anche in questo caso c’è una tendenza irreversibile: i costi stanno diminuendo. Esattamente come tutto il resto della tecnologia “dura”, ma con un vantaggio previsionale: l’RFID è una tecnologia matura, che non subirà scossoni o scoperte a breve termine anche (per fortuna o sfortuna) per i limiti intrinseci della radio frequenza e delle normative che la regolano. E, se l’hardware costa meno, c’è più spazio per investire nel software e nei servizi e magari in tecnologie complementari dell’RFID come i sistemi di visione e di prossimità.

Un sistema software più efficace mi può supportare in quella che è la vera sfida per un retailer che decide di trasformarsi digitalmente: la rivoluzione dei propri processi.
Per taggare milioni di capi prodotti in Estremo Oriente, codificarli correttamente, verificarli al loro arrivo nei magazzini in un paese dell’est Europa, spedirli velocemente nei negozi di tutto il mondo, devo essere strutturato sotto tutti i punti di vista, oppure supportato da un system integrator che si occupa della regia dell’intero sistema.

Rimango stupito che dalla ricerca emerga che un’altra preoccupazione dei retailer indecisi è la questione della privacy dei propri clienti. Importantissima, e nessuno osi metterla in dubbio, magari affermando che sarebbe il male minore rispetto a tutte le violazioni quotidiane che subiamo. Ma avere questo timore per l’RFID significa non avere ben chiari i meccanismi che regolano questa tecnologia, che sarà l’argomento per il prossimo articolo.
A questo punto ci chiediamo nuovamente: cosa spinge un retailer ad adottare la tecnologia RFID? Riformulo meglio: “Perché non lo ha ancora fatto?”

Alberto