Domani ci vediamo? No, faccio Smart Working…

Ah, il sottile piacere di alzarsi e non dover affrontare il traffico della mattina, potersi vestire come ci pare e avere sempre il frigo a portata di mano… Di certo il lavoro da casa colpisce la fantasia, e nella pratica – usato con intelligenza – è uno strumento ottimo per focalizzarsi su un compito particolare e portarlo a termine più efficacemente e con meno stress; per poter gestire quelle situazioni in cui “la realtà chiama” e bisogna magari aspettare a casa un operaio – senza doversi necessariamente prendere ferie; o gestire orari di lavoro spezzettati a causa di turni, che costringerebbero a un continuo andirivieni dall’ufficio. Ma davvero lo Smart Working è solo questo?

No, chiaramente no, sarebbe riduttivo! Più in generale, Smart Working vuol dire lavorare nel modo che riteniamo possa renderci più produttivi possibile, per realizzare gli obiettivi (di risultato e di interazione coi colleghi e coi clienti) che ci vengono dati, prendendosi la responsabilità di definire i propri orari e modi di lavoro. Ho un cliente vicino, e ritengo che incontrarlo di persona possa appianare un contenzioso? Salgo sull’auto e vado. Devo “correre” per un documento da consegnare, e so che sono più produttivo/a di notte? Passo la notte a scrivere, e domani arrivo in ufficio un po’ dopo. Ritengo di dovermi isolare per un po’ per studiare un argomento nuovo? Ne parlo con i colleghi, e lavoro a casa. Ognuno di noi sa come rende al meglio, ed allora perché non fidarsi?

Smart Working vuol dire soprattutto due cose: obiettivi chiari, ed un forte rapporto di fiducia reciproco tra l’azienda e il suo collaboratore. Lungi dall’essere “dei numeri”, i nostri dipendenti sono persone uniche, da ascoltare e dai quali ogni giorno imparare qualcosa; davvero non possiamo che fidarci, quando affidiamo loro un compito, che sappiano già come farlo al meglio.

In Aton crediamo fortemente in questo. Crediamo nel valore della collaborazione, e perciò curiamo i nostri uffici in modo che siano un luogo confortevole di incontro, scambio e lavoro; ma quando questo – per mille motivi – non è ideale, crediamo che ogni atonpeople si sappia prendere la responsabilità di aver chiaro il proprio obiettivo, raggiungerlo e condividere il suo raggiungimento con i colleghi.

E… funziona! Non tutti lavorano da casa, perché spesso sono necessari presenza fisica e confronto diretto con il proprio team; ma anche il solo sapere che è possibile migliora drasticamente il rapporto con l’azienda e quel famoso “equilibrio vita-lavoro” di cui sempre si parla ma che spesso si perde di vista.

Anche se un lucchetto al frigo a volte sarebbe davvero opportuno…

(Questo articolo è stato scritto sul divano, mangiando una mela)