Vacanze generative

Andare in vacanza è sempre stato bellissimo, dai tempi della campanella dell’ultimo giorno di scuola in avanti. Per quasi tutti noi vacanza (dal latino vacantia: assenza, sospensione) significa divertimento (dal latino de vertere: volgere altrove), in opposizione alla vita di tutti i giorni fatta di lavoro, casa, abitudini, responsabilità ecc

Se le vacanze sono andate bene dovremmo tornare alla normalità riposati, ricaricati di endorfine, pronti alla nuova stagione che ci aspetta con l’inizio di un nuovo anno lavorativo

Su di me hanno sempre avuto un effetto speciale di grande stimolo, mi fanno crescere ambizione, voglia di grande e bello. Sempre, senza alcuna correlazione al tipo di vacanza, natura, arte, relax o avventura che fosse. Il risultato è garantito, fare esperienza su quanto è bello il mondo mi fa tornare a casa con un forte desiderio di darmi da fare, di realizzare cose importanti per lasciare il segno nella vita mia e di chi mi sta vicino

Le ferie sono anche un grande momento per leggere e riflettere e in venti giorni di ferie ho letto/ascoltato questi libri:

  • In senso antiorario (E. Langer): interessante tema sul contrasto positivo all’invecchiamento
  • Tre volte all’alba (A. Baricco): adoro lo stile di Baricco
  • Pensa e arricchisci te stesso (N. Hill): scritto negli anni ’30 è il capostipite dei libri sulla crescita personale
  • La misura eroica (A. Marcolongo): avvincente parallelo tra i classici e la modernità, sulle ali degli Argonauti
  • Il monaco che vendette la sua Ferrari (R.Sharma): l’uscire da una vita stressante, materialistica e compulsiva, per dedicarsi a ciò che conta davvero
  • Perché le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere? (A.B. Pease): il tema della differenza di genere mi sta particolarmente a cuore. Divertente
  • La torta in cielo (G. Rodari) –